Associazione
Ponti di Speranza - Bridge of Hope

L’associazione ponti di speranza nasce dalla volontà di un gruppo di amici che insieme vogliono dare un aiuto concreto a persone, bambini e ragazzi che vivono in condizioni difficili nei paesi in via di sviluppo.


L’idea è nata da un’esperienza vissuta di prima persona per tre anni nelle Filippine dove con mano si  e potuto toccare la povertà.

 Team


  • Mathieu MoggiPresidente
  • Giorgio ConconiSegretario
  • Manolo Tantardini - Cassiere
  • Evelyne Moggi - Membro
  • Marcella Caldelari - Membro
  • Giovanna Bevilacqua - Membro
  • Walter Sassi - Membro

Giorgio Conconi - La mia testimonianza

Lo scorso mese di dicembre ho avuto la possibilità di visitare per la prima volta le scuole e i progetti che sosteniamo. Finalmente mi sono detto, sono passati 9 anni e non ho ancora visto in concreto ciò che sostengo. Voglio dire l’intenzione che mi animava, lo spirito di solidarietà era lo stesso però mi mancava quella parte che è il toccare con mano, il veder con i propri occhi la realtà del posto.

All'arrivo ho avuto bisogno di resettare pensieri ed abitudini. Era anche la prima volta che visitavo un paese povero a diretto contatto con le persone del posto. Cibo, clima umido, il traffico caotico, la difficoltà a dormire con i tanti rumori della notte, ho avuto bisogno del tempo per capire come funzionava, usi e costumi sono molto differenti dai nostri, sapevo che dovevo adattarmi a situazioni diverse ma è solo la realtà che ti mette a confronto con te stesso. Là per esempio tutto quello che è provvisorio, (tipo baracche, tetti, servizi igienici con l’acqua che non sempre funziona, lavabi che si staccano), diventa poi fisso, anche la povertà quando la vedi alla TV seduto a casa propria, rattrista, colpisce, ma quando vai a visitare i quartieri poveri di Mangaldan dove vedi delle case/baracche in cui vivono in un locale 6-7 bambini più i genitori, senza servizi, senza acqua, magari anche senza da mangiare, in quel momento riesci a comprendere quanto è importante il nostro aiuto anche se sembra una goccia nell'oceano vista la marea di bambini che vedi da qualunque parte tu vai.

Posso dirvi che il sorriso dei bambini è contagioso, la semplicità e la solidarietà delle persone benché povere sono disarmanti. Siamo stati accolti da Ester, dal vescovo, dalle suore che gestiscono le scuole con il calore e l’amore di chi vive quotidianamente questa missione. Loro là la vivono tutti i giorni, avevo l’impressione di essere visto come se fossi il fratello maggiore che era andato all'estero per fare fortuna e che con i soldi che guadagnava, aiutava la propria famiglia nei loro bisogni primari. Ho spesso avuto la sensazione di essere in una comunità dove la forza della stessa è l’aiuto reciproco, noi rappresentiamo per loro l’aiuto del cielo, la cosiddetta “provvidenza”. Ognuno di noi, sia nelle filippine che qui in Ticino mette il proprio tempo, le proprie energie a disposizione affinché progetti, aspirazioni e sogni, si possano avverare, materializzare.

Gli ultimi 2 giorni prima della partenza abbiamo potuto condividere con i genitori e con i ragazzi del centro di Ester parecchi momenti di canto, gioco, di preghiera, noi eravamo felici di stare con loro e loro con noi. Eravamo, siamo una grande Famiglia, questa è l’immagine che mi sono portato a casa. Spero in un prossimo futuro di ritornare da Ester e dalle suore per poter condividere con loro altri momenti di gioia.